Home

Siamo al martedì post-elettorale e ci portiamo addosso la sbornia di ore passate con il polpastrello compulsivo sul tasto F5 del nostro pc. C’è chi manda giù la sua aspirina acrobatica per non guardare una disfatta mai anticipata e chi mantiene alta l’intossicazione etilica di una vittoria mai così sperata.  Insomma, l’emicrania che pulsa sulle tempie della classe politica scivola in un bisbigliato “abbiamo vinto noi”.

Mai come oggi, però, in questo paese vince sempre chi perde…

Ha vinto il Porcellum: il fine di una legge elettorale dovrebbe essere quello di permettere la formazione di una maggioranza e un’opposizione, garantendo la volontà del corpo elettorale. Dopo un po’ di turni di rodaggio, ecco che viene fuori la più grande creazione artistica di questo paese: chi ha meno voti vince, vince l’ingovernabilità. Vince il genio artistico dell’ideatore, vince chi non ha mai avuto il coraggio di cambiarlo, vince la passività di chi ancora non sa di cosa stiamo parlando.

Ha vinto Grillo: onore al merito a chi dal nulla è riuscito a creare in tre anni il partito più votato alla Camera, di chi ha girato le piazze riuscendo a parlare alla pancia della delusione e frustrazione di questo paese. Vince un uomo che non siederà mai in parlamento e vince il terzo partito per numero di seggi al Senato.  Ancora una volta una minoranza detterà legge e farà da ago della bilancia nelle scelte politiche di questo paese. Perdono i candidati del M5S – i veri eletti – che solo ieri sera, dopo mesi di campagna elettorale e a urne chiuse, hanno fatto conoscere le loro facce e loro voci a chi non è affetto da onanismo youtubiano.

Hanno vinto PD e il PdL, i cosiddetti partiti tradizionali: si affrettano affannati a dire che comunque loro hanno vinto. Il PD si arrampica sul senso di responsabilità nell’avere il mezzo seggio in più, ma perde di vista i tre milioni e mezzo di voti in meno rispetto al 2008 (e avevano perso…). Ha vinto la grande rimonta di Berlusconi e del PdL, della restituzione dell’IMU e del “ghe pensi mi”: per quale legge della termodinamica si può parlare di rimonta quando si hanno sette milioni di voti in meno rispetto alle elezioni precedenti? Comunque sia, hanno perso i grandi progetti politici, le visioni del mondo fatte di proposte concrete e ha perso il rinnovamento di una classe dirigente che sniffa naftalina per rimanere in piedi.

Nonostante il grande ossimoro che è questo paese, a vincere sono sempre gli elettori. Non ci sono i voti di protesta, non ci sono i disillusi, non ci sono i soliti “coglioni” che si fanno abbindolare dal pifferaio magico di turno… le persone scelgono con la testa, con la pancia, con il cuore e con quel che meglio credono.

Governare l’ingovernabilità dovrebbe essere il luogo della grande politica e dei grandi uomini politici, ma questa è un’altra storia…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...